Chi siamo

nonno con pointer.jpeg (2)Sono cresciuto con i cani da caccia di mio nonno – pointer e setter inglesi (che lui chiamava ancora “Setter Laverack”) – con i quali ho trascorso l’infanzia. Fra i suoi cani che ho conosciuto soltanto in foto, perchè di almeno due decenni precedenti alla mia nascita, fino ad oggi mi ha accompagnato la bella immagine di Iti, una femmina ricordata in famiglia per la sua cucciolata di undici piccoli che ebbe negli anni trenta del secolo scorso.

image396Le prime cucciolate che ho allevato, alla fine degli anni sessanta-inizio settanta, sono state di Pastore Tedesco, da Lorna, una femmina di grande intelligenza.

Dal 1972 ho poi allevato ed esposto Zwergpinscher, producendo i miei primi soggetti vincitori di CAC. E’ stato grazie all’attività svolta con loro che nel 1979 mi è stato riconosciuto l’affisso “della Caveja”. Da allora ho sempre avuto un pinscher, pur senza allevarli.

Ho fatto anche una breve esperienza nel mondo dei Terrier, con una cucciolata di Deutsche Jagdterrier, ma si tratta di un cane che per dare il meglio deve lavorare, quindi li cedetti ad un guardiacaccia.

image341Risale invece al 1977 il mio incontro con il Greyhound, la razza alla quale mi sono dedicato per più anni. Desidero ringraziare Dagmar Kenis-Pordham, dell’allevamento Solstrand (UK), per tutto l’aiuto che mi ha dato e mi fa piacere ricordare, qui a fianco, il suo grande prodotto, il Campione Inglese Solstrand Double Diamond, un modello da tenere sempre in mente.

Ho riassunto le mie esperienze con il Greyhound in un libro edito dalle Edizioni Turrini.

E’ all’incirca dello stesso periodo l’inizio dei lavori, ai quali ho partecipato attivamente, per il recupero all’ufficialità del Lagotto Romagnolo. Un’antica razza della nostra terra, poi riconosciuta dalla Federazione Cinologica Internazionale grazie a quell’ idea originale del mai dimenticato Quintino Toschi, all’epoca Presidente del Gruppo Cinofilo Imolese. Un’avventura straordinaria che ha portato il nostro cane da tartufi a ottenere i massimi risultati nelle più importanti esposizioni di tutto il mondo.

Nel 1991, giudicando in Svezia (sono giudice d’esposizione dal 1984), mi fu presentata una cucciola di Piccolo Levriero Italiano, Sobers Emperia, handler Bitte Ahrens. Era molto bella, decisi di acquistarla e diventò così la capostipite dei miei PLI.

E’ stato molto interessante e coinvolgente allevare quell’ antichissima razza italiana, anche se con lunghe pause di riflessione per cercare di studiarne i problemi genetici di salute che possono affliggerla. A questo proposito invito a prendere visione della sezione “Health Concerns” (Salute) nel sito dell’ Italian Greyhound Club of America – www.italiangreyhound.org – ed a tenere in considerazione la possibile fragilità ossea della razza.

image448Nel corso degli anni ho ricoperto diverse cariche all’interno della cinofilia italiana: Consigliere e Segretario del Gruppo Cinofilo Imolese, Consigliere e Presidente del Club del Levriero, membro del Comitato Tecnico del Circolo del Piccolo Levriero Italiano, Consigliere e Vice-Presidente del Club Italiano Lagotto. Attualmente sono Presidente del Lagotto Romagnolo Club of Great Britain.

Tanti anni di cinofilia mi hanno procurato molti cari amici nei paesi più disparati, uno dei numerosi aspetti positivi che ripagano ampiamente i sacrifici che il nostro impegnativo hobby richiede.

Ricordo e ringrazio infine il barone Piero Renai della Rena per i suoi insegnamenti e per la sua amicizia e i proprietari dei soggetti che ho allevato per l’impegno con cui se ne sono occupati, dentro e fuori dai campi di gara.


I grew with dogs, as my grandfather used shooting with English Setters and Pointers. I still have with me the picture of his bitch Iti with her eleven puppies born in the ‘30s of last century, very famous litter in our family. 

I started breeding and showing my own dogs in 1972 when I was seventeen.  They were Miniature Pinschers, even if I had already  bred  two German Shepherd Dog litters before, but without showing them.

It was in 1977 when I met “my own” breed: Greyhound.

Since then, I never stopped breeding and keeping them, although in a very small way. In 1979 I got my kennels name: “della Caveja”. I bred and/or made up at least twenty-five champions who won titles in several countries. A few of them also had their racing or coursing licence and were very successful in coursing.

I think that we should always have in mind the picture of Ch Solstrand Double Diamond, bred in the UK by Dagmar Kenis-Pordham. Dagmar helped me a lot in understanding the breed and I thank her for that.

I have been a Committee member of the Italian Sighthound Club for a long time and its President for three years and I wrote a book about Greyhound.

In 1991 I added Italian Greyhounds to my kennels and in that breed, too, my home-bred champions won titles in several countries around the world, while I bred and/or owned four generations of group winning champions. I served in the Italian breed club Technical Committee for several years.

On the judging side, I was approved as a FCI judge for Greyhounds in 1984 and for all the other Sighthounds, plus Podencos and Cirneco dell’Etna, in 1988. I am also a  Kennel Club Championship judge for Greyhounds and Italian Greyhounds in the UK.

I judged all over Europe, in Australia, USA and Salukis in Abu Dhabi, in the Emirates.

Since the very first day in the ‘70s, I also worked with a team of friends to get our local ancient truffle breed, the Lagotto Romagnolo, approved by the F.C.I.. We succeeded and now the Lagotto is winning all over the world. I have been in the Italian Breed Club Committee (and Club Vice-President) for many years. The Italian Kennel Club made me an honorary judge for the breed and I judged it in several countries, now. At present I am President of the Lagotto Romagnolo Club of Great Britain.

I have always liked breeding (and showing) animals, and, besides dogs, I bred show champions in rabbits and cats.

I am also very grateful to the late baron Piero Renai della Rena and to all the owners of my homebred dogs.